lunedì 21 luglio 2014

I tarocchi di madre pace per questo lungo viaggio

Dal passato mandano luce splendidi immaginari.

Si farà una scelta GIUSTA....di quelle intonate al destino!

Ci si trasforma intimamente lasciando qualcosa di finito alle spalle e iniziando qualcosa di nuovo, che fa cambiare la pelle, come un serpente.

E chi c'è dietro questa magia? Il cosmo e le sue stelle.

Nel quotidiano ci si dà tutti una mano all'unisono. Ci sarà sempre una STRatEGA di turno e petra petra alza parite.

Ce la godiamo come cavalieri sulle onde del mare.

Risultato: 3 di coppe:  tre danzatori festeggiano Blue Bone (il cavallo bianco) sul mare e il suo variegato equipaggio (l'uccello colorato sul cavallo). Spensieratezza!

Valentina

martedì 15 luglio 2014

Sotto la luna crescente.

Il canale la mattina presto sa essere piatto e rispecchiare il cielo, poi arriva il vento del Nord e con le vele a traverso e il mare ancora calmo ti fa vivere una veleggiata straordinaria.
Ma il vento si nutre di aria e ingrossa il mare e, allora, quell'ultima ora che manca per Othonoi sembra interminabile per chi si confronta per la prima volta con le onde nello stomaco.
Così è andata questa volta.
Per fortuna poi l'isola ti sa coccolare coi suoi profumi, le spiagge azzurrissime e il pesce fresco grigliato da Susanna.
La veleggiata fino a Cassiopi è grandiosa con raffiche di 30 nodi a gran lasco, però c'è da aspettare l'ingresso nel Canale di Corfù per ritornare a rilassarsi.
Appena il vento molla ci rinfreschiamo nel mare di Cassiopi; ci dovevano essere Mauro o Fabrizio a raccogliere tutte le patelle acchiappate agli scogli!
Ci vediamo un pezzo di partita del Brasile insieme a tre generazioni di greci, in un baretto fumoso dove i turisti non entrano nemmeno per comprare le sigarette.
Corfù la troviamo vestita di bianco, come le sue spose e tutti gli invitati.
Ma qualcosa è cambiato anche qui: il ristorante in riva al mare ha chiuso, abbiamo imparato ad orientarci nel centro storico non battuto dai turisti, non abbiamo chiamato Stefanie ma l'abbiamo comunque incontrata per caso :-)
Questo viaggio ci ha regalato nuovi amici: l'equipaggio di Victory, battente bandiera veneziana, tra cui Ennio che ci ha prestato le carte nautiche dell'Egeo e Achille che ci ha raccontato perchè è meglio non svegliare il can che dorme!(unico uomo morsicato da Rocky il mitico cane del porto di Otranto) Noi abbiamo dato loro le indicazioni per arrivare alla locanda della nonnina di Patrasso che offre da mangiare a casa sua cibo casereccio eccezionale.
Altro incontro è stato con Merlino di Steven Renata e il piccolo Federico e i lunghi caffè con loro.
Adesso mentre scrivo vedo vegetazione intricata e acqua cristallina nella rada davanti al porto romano sommerso.
Qui i turisti non entrano, come fosse il baretto nero fumoso e la verde bellezza è disturbata solo da qualche vespa in esplorazione su Blue Bone.
L'amaca arancione ciondola alle mie spalle in attesa che qualcuno degli ospiti voglia sperimentare la sua accoglienza.
nel frattempo Alfredo pesca qualche riccio per l'aperitivo.
Anche a Merlera troviamo qualcosa di nuovo: ad 800 metri dal porto c'è un baretto sulla scogliera di ponente da cui  vediamo un tramonto mozzafiato.
Per arrivarci lungo la strada di cemento bianco Sabrina e Asif  trovano, sotto un cespuglio di rovi, uova di gallina selvatica che ci raccogliamo per una colazione all'inglese.
Il pane ancora caldo sbarca con il piccolo traghetto che ormeggia accanto a Blue Bone.
Incontriamo vecchi amici musicisti, che viaggiano sulla Dance, che dopo cena suonano in una jam session tra pizziche e twist. Sabrina balla come fosse pizzicata.
C'è la luna crescente nel cielo che illumina le nostre cene.
L'ultima è con l'equipaggio di Merlino a Matraki con zuppa di pesce e scorfani cotti al sugo.

Valentina

mercoledì 25 giugno 2014

Vele nel Parco Otranto Leuca Otranto

Ci prepariamo alla regata Otranto Leuca, indossiamo le magliette di Vele nel Parco e usciamo dal porto con un leggero vento di NNW che ci spingerà dolcemente verso Sud direzione Leuca.
Mancano tre minuti alla bandiera di intelligenza, noi siamo prossimi alla linea di partenza e laschiamo le vele per rallentare. A meno un minuto iniziamo a cazzare la randa e poi il genoa. Si parte con la barca a vele bianche ma appena superato il motoscafo del
Comitato di regata, iniziamo la manovra per issare il gennaker.
La terza vela si gonfia e ci affascina e procediamo a cinque nodi.
Blue Bone è la più pesante tra le barche in  regata e non essedoci il rating per compensare le diverse stazze, proviamo la strategia di stringere verso la costa e puntare direttamente Leuca, mentre le altre veleggiano a largo per poi bordeggiare.
Il vento adesso è a traverso e ci consente la manovra.
La costa ci sfila davanti in tutta la sua bellezza: l'azzurrissima baia delle Orte, Punta Palascia con il faro che guarda dal punto più ad Est d'Italia, Torre Sant'Emiliano circondata dalla macchia salentina, Santa Cesarea con le sue grotte e il paesino arroccato di Castro. Dopo Tricase la costa diventa più alta e ci guarda con i suoi massi bianchi come giganti preistorici e le casette di pietra mimetizzate.
Purtroppo però arriva lo scirocco, inaspettato ed imprevisto e ci troviamo a bolinare con il gennaker pericolosamente
sotto costa.
La nostra strategia non è più vincente e allora decidiamo di puntare la grotta vicino al Ciolo e farci il bagno lì.
La sera c'è la festa nel canalone di Smarè sotto la pineta. La frittura che ci offrono è spettacolare, degna dei festeggiamenti della Madonna di Leuca.
Noi brindiamo e ci divertiamo con gli altri equipaggi e con le amiche Ada e Rosanna  che sono venute da Lecce fino a tardi.
La mattina dopo partiamo con calma, il vento  è contrario e  usiamo il motore, ci fermiamo a porto Miggiano, dai colori incredibili e lì pranziamo e facciamo bagni stupendi e rigeneranti.
Il ritorno in porto è col tramonto e il mare dorato....l'orizzonte è dolce e noi un pò tristi salutiamo Blue  Bone che va a dormire alla fonda con Alfredo.

Valentina

martedì 17 giugno 2014

Blue Bone 11-15 giugno 2014, Leuca-Othoni-Mathraki-Corfù-Merlera-Othoni-Otranto.




Qualcosa di nuovo.
A Othoni nulla è cambiato. Porticciolo con barche. Unica strada andata e ritorno. Vecchia centrale elettrica. Piccolo cimitero. Gatti. Uomini al bar. Sensazione di un tempo immobile, uguale a se stesso.


All’ormeggio, però, qualcosa è cambiato. Capisco quanto è pesante la cima dell’imbarcazione su cui mi trovo, quanto è difficile farla arrivare a chi l’aspetta sul molo e quanto possono essere faticosi pochi metri di separazione.
Imparo che se vuoi aiutare qualcuno ad ormeggiare non devi mai consigliare come e dove andare, ma solo mostrare che ci sei, che lo supporterai in una decisione che resterà soltanto sua. Perché sua è l’imbarcazione e sua la responsabilità della scelta.
E all’arrivo qualcosa è diverso.
Ci hanno offerto del tonno appena pescato, da mangiare crudo.
Ci sono delle donne. Ho visto dei bambini. Ho perso qualcosa e qualcuno l’ha ritrovata. Soprattutto, sul muretto ci sono dei sassi disposti in fila, con cura, uno dopo l’altro. Levigati, lisci, quasi ovali. Alcuni del colore naturale, così bello da non doversi coprire. Altri dipinti con acquerelli, colori pastello, disegni semplici.
Da Othoni a Corfù e ritorno il tempo è lungo una vita intera. Leggera così, forse non è mai stata. Il taccuino si deve riempire, la memoria è breve e non posso dimenticare. Che se un delfino ha voglia di giocare, non c’è niente che tu possa fare, è capace di aspettarti finché non ti viene voglia di giocare.
Che nessun vento è favorevole per il marinaio che non sa dove vuole andare. Che giocare da soli conviene anche quando va male. Che non si deve mai fare un viaggio a vuoto, andata o ritorno che sia. Che “donato” non è il nome del cavallo a cui non si deve guardare in bocca. Che se c’è “tanta merda” prima dello spettacolo, allora molte carrozze son fuori dal teatro. Che giocare da soli conviene, ma solo se sai giocare. Che esiste un protocollo per ogni cosa: non è che una traccia non vincolante, ma indispensabile per passare dal pensare al fare. Che la bandiera tedesca è a righe orizzontali con quella nera in alto. Che a 47 anni è possibile vedere “The Boss” in persona su un gennaker spiegato. Che a 11 anni si può essere non solo intelligenti, pazienti e coraggiosi, ma anche felici e contagiosi.
A Othoni molte cose sono cambiate. Ci sono punti fermi che non sono certezze ma sassi colorati, dettagli che prima non c’erano, qualcosa di nuovo.
(Rita)

Le veleggiate perfette 

Se ci si deve immaginare la veleggiata perfetta si pensa ad un vento costante moderato che investe la barca al giardinetto e permette un'andatura veloce di gran lasco, con il mare calmo.

Questo è stato il nostro canale: vento NNW, con proa bussola 84° andatura gran lasco! Voliamo e in 8 ore scarse siamo a Calipso, che ci stordisce con il suo azzurro intenso. I gabbiani planano sull'acqua e con i riflessi sembrano azzurri anche loro.

E' troppo bello per non fare il bagno, anche se l'acqua è davvero gelida. Othonoi ci accoglie così e con una scena da Giurassik park: si sentono i gabbiani urlare e li vediamo inseguire un falco che ha appena rapito un loro cucciolo.

Al porto dopo di noi arrivano altre barche e ci dividiamo ad aiutarle nell'ormeggio, una di loro è la Mati, la prima barca di Sogno Blu....quanti ricordi e quante emozioni.

Gaetano della Mti ci offre tonno appena pescato e senza badare al rischio anisachis ce lo mangiamo crudo...che delizia!

Da Othonoi a Matraki e poi Cassiopi, Corfù e Merlera è sempre un andirivieni di Gennacher...soavi veleggiate e inseguimenti coi delfini. Annadele e Alfredo ne avvistano uno di sei metri completamente giallo: un esemplare più che raro!

Anche i bagni nelle acque prima azzurre e poi verdi si susseguono e l'acqua ogni giorno è sempre più calda fino a quando non ci consente anche il bagno del tramonto.

Grazie ad Annadele ritorniamo tutti un pò bambini e ci arrampichiamo sulle dune giganti di Merlera per saltare giù sentendoci dei giganti dai passi assai lunghi!

C'è chi ha ricominciato a fumare, chi ha trasgredito, chi ha interrotto la dieta, chi si è ingarbugliato alle cime durante il bagno alla traina, chi ha fatto la sua notte brava, ma tutti abbiamo staccato la spina e abbiamo ricevuto un beneficio pari a un mese di vacanza. La Grecia ci ha regalato anche il 2 a 1 contro l'Inghilterra e piatti nuovi mai prima d'ora assaggiati: caldamente consigliato il sofrito di Corfù e le alici fritte. Che dire grazie di cuore a Blue Bone, alle isole greche, al vento e al mare che ci hanno cullato.

 (Valentina)

martedì 3 giugno 2014

Raduno dell'arte XI Edizione

Partiamo  culi alegri con prora bussola 90° destinazione Othonoi per l'XI edizione del raduno dell'arte.

Siamo tutti un pò artisti noi, pizzicati dal veleno del teatro e dall'epidemia di Ionesco ... e qualche scena vissuta alla Ionesco c'è stata qui sull'isola!

Atterrati a Otonoi abbiamo perso Marilù, che non è sopravvissuta all'onda lunga anche se debole.... ma si sa il vento in fil di ruota unito a qull' onda è cosa molesta per chi soffre di mal di mare.

Quando arriviamo alla festa siamo tutti un pò cotti, ma ci godiamo lo stesso le tammurriate, il flamenco e le pizziche. Un pò meno la declamazione teatrale sulle lucciole.

La mattina colazione da Vassiliki yogurt, frittelle col miele e mezedes con zucchini balls. Le
chiacchere e le scemenze fluiscono con i caffè e gli uzo e mentre io imito Sasà declamando le lucciole lui passa e la mia mano in alto per la scena teatrale vorrebbe scomparire ma è costretta a salutarlo.

Facciamo vita da isola, bar, baretti, sole e bagni in spiaggia. L'acqua è ancora fredda, ma i colori sono un richiamo irresistibile. Troviamo un passaggio sul pick-up di Spiros, per salire sul villaggio in cima ai monti:
casette di pietra a calce bianca, fiori e profumi di isola selvaggia e sulla chiesetta in cima in cima un paesaggio mozza fiato sull'Albania e sulle altre isole diapontine e Corfù.

Per cena ignari delle dinamiche dell'isola prenotiamo dagli albanesi e subito il saggio di Othonoi ci avvicina e ci chiede circospetto perchè avessimo prenotato lì. " sono cattivi, cattivissimi, succhiano il sangue, fino al midollo" "Il sangueeee, cattiviiiii e perchè cosa fanno?" " Ti regalano il cetriolo" "Il cetriolo!?" " Sì è pure le albicocche" "Le albicocche? ma è una cosa buona" " No sono cattivi".

"Oddio e mo?"

Decidiamo di rischiarcela e sovvertire le leggi non scritte dell'isola e scoprire cos'è il cetriolo!

La cena va bene, non ci hanno avvelenato anzi abbiamo mangiato bene, intervallando il tutto con la gara di brindisi in rima. Con noi ci sono anche Ermann dalla Germania, Pablo dall'Argentina e l'equipaggio di Freddie e le occasioni per ridere e stare bene non sono mancate.

Il raduno dell'arte questa sera è da Tasos e gli artisti, non seguono un programma ma improvvisano in una particolare jam sassion! C'è chi suona e c'è chi recita, chi gioca col fuoco e chi fa il clown, noi balliamo, Mariagrazia viene catturata da Tasos per il sirtaki e beviamo nel baretto accanto. persino Hermann balla la pizzica!

Con molta calma e dopo la visita mattutina da vassiliki per la colazione ma anche per il bagno, ci facciamo incantare dal blu intenso di kalipso, dai colori indescrivibili che si riflettono persino sulle ali dei gabbiani e ci rapiscono in acqua nonostante sia ancora davvero fredda.

La locanda dei sogni ci regala la cena più buona grazie all'arte di Susanna e il vento ci porta in patria con una bolinata con 20 nodi davvero portentosa!

Regata il mare che unisce - Vele per la cultura

L'infinito del mare e l'eleganza delle vele servono d'ispirazione agli scrittori ospitati dalle barche.

La nostra è Roberta, che resta sveglia per ammirare la luna rossa, le stelle cadenti e i delfini a prua: "intermittenze inutili nel ritmo dei ricordi" (R.Z.).

Le vele ahimè si sgonfiano ancor prima della linea di partenza, che diventerà il vero arrivo e navighiamo purtroppo con il rumore del motore. Solo due ore di silenzio ci regala il vento.

Ma la mattina ci avvolge il sole e il verde smeraldo di Punta Linguetta.

L'acqua è frizzante, invogliante, magica.

Collaboriamo con Arcadia, Maui e Aquila per un pranzo comunitario a base di tonno, pescato nel canale dalla più piccola delle barche, sfilettato e condito con il sughetto magico di damiano.


Poi fluiscono altri bagni, caffè, chiacchere, sciolte nella nebbia del fumo.

Valona al tramonto è un lungo boulevard di palazzoni nuovi, a volte con un minimo di design, ma già decadenti, con l'intonaco scrostato e anneriti dallo smog; filo spinato intorno al porto, cani randagi che ringhiano e homless che spingono sulle cariole sacchi neri pieni delle loro cose.

Saliamo in montagna e lo scenario cambia: i desolati cantieri aperti lasciano il posto a lussureggianti pinete e su in cima la vista spazia come nei sogni verso Corfù, Fano e Merlera.

Un bimbo, che si cuce la suola delle scarpe col fil di ferro, ci vende fiori e miele.

mercoledì 7 maggio 2014

Settimana della liberazione ....



Liberazione dall’inverno, dal lavoro, dallo stress…. 

Riusciti solo in parte per via di un inverno che non c’è stato a gennaio ma che ha deciso di farsi vivo ad aprile.

Dopo un canale assolato e con Eolo assente, la giornata uggiosa ci fa rimanere sull’isola amata di Othonoi, cercando sentieri pieni di asparagi. Troviamo solo le bietole e delle bellissime case di pietra abbandonate!

La sapienza culinaria di Massimo e il pescado di Antonio ci mettono davanti un piatto terra mare delizioso: antipasto di ricci, linguine ai coccioli e frittata con le bietole di montagna.  Abbiamo stretto sorellanza con la barca di Angelo e ormai ci spostiamo tutti insieme.

La notte sull’isola è un tripudio di lucciole, mai viste tante!

Io e Fiamma andiamo a trovare Elias e Marinella, la loro casa è sempre aperta e con noi ci sono altri isolani, Tina, Chiara e Mariagrazia: proviamo a proporre la realizzazione di un grande mandala sul piazzale del porto in occasione del raduno dell’arte. L’idea di Fiamma è bellissima ma si scontra con la necessità di chiedere le autorizzazioni. 

Ci svegliamo con il sole e a Matraki saliamo per i sentieri pieni di orchidee e altri fiori spontanei. C’è un orto abbandonato pieno di carciofi e li raccogliamo insieme ai limoni. Mario, però, non è d’accordo teme che i greci possano arrabbiarsi e persino spararci. Sfidiamo i proiettili e le paure del nostro ospite e ci gustiamo un fantastico risotto al forno coi carciofi freschi!

Eolo soffia e noi salpiamo alla volta di Paleokastritsa, baia splendida se non fosse per un eco mostro di albergo sul mare, che Mario cerca di salvare vedendoci del marmo rosa. 
Su in montagna in un borgo medioevale chiamato Krini i paesani festeggiano Agios Tommaso e noi ci uniamo a loro, ballando il Sirtaki e mangiando suvlaki. Il cerchio delle danza è disegnato a terra coi colori del sole e sembra un grande mandala come quello che Fiamma vorrebbe realizzare a Othonoi. Sarà un segno?

Sotto la pioggia torrenziale raggiungiamo Corfù e appena esce il sole ci perdiamo nei suoi vicoli senza turisti e in serata andiamo a sentire le prove della famosa banda di Kerkira.

Avremmo sonno, ma Mario vorrebbe divertirsi un po’ e conoscere qualche bella donzella greca e così lo accompagniamo nel locale in della città e qui ci fa morire dalle risate cercando di comunicare in greco con la barista: Nos otos, wath’s topos? Io e Giulia abbiamo le lacrime agli occhi! 

Con grande dispiacere salutiamo Angelo, Antonio, Clemente e Massimo che rimangono a Kerkira e ritorniamo lentamente a casa tra sole, pioggia e due archi completi di arcobaleno, passando a salutare l’isola del cuore e a darle appuntamento per la prossima volta.

Valentina