giovedì 4 settembre 2014

12-19 agosto: da Igoumenitsa a Sami e il lanciatore di ricci.

12/8. Porto di Igoumenitsa ore 5:00. E’ ancora buio, salutiamo Giulia e Anna Rita, con la certezza che quest’inverno ci vedremo.
Inizia ad albeggiare e noi sonnecchiamo finché col giorno già fatto arrivano Fabrizio, Laura, Gianfranco, Luciana e Marco, che si sono conosciuti per caso sul traghetto. Spesa veloce e si parte. Fa sempre un caldo bestia e il vento latita, ci fermiamo nella baia prima di Sivota, già ripulita da Annì e Tonio e i pescatori di quest’equipaggio trovano solo ostriche, piedi di capra e tartufi di mare, che dovrebbero essere allucinogeni. Cambiamo baia e ci fermiamo nella spiaggia dei nudisti, una specie di Fattizze greco. Ci sono delle donne splendide ed infatti i nostri cinque uomini spariscono dalla barca alla velocità della luce….però tornano con tre sacche piene piene di aculei appuntiti e scatta anche questa volta la pulitura di ricci che da luogo all’ennesima linguina arancione. 
Solo Marco e Luciana scendono a Parga per cenare. prima però lui racconta di come ha prenotato il viaggio  su Blue Bone senza che Luciana lo sapesse, ma soprattutto senza che sapesse di stare con lui. Scattano brindisi, applausi e complimenti e lui si allontana dalla barca da eroe. Ma io me la canto in sua assenza: la vacanza l’aveva già prenotata con la sua ex!
La mattina dopo ci incamminiamo a piedi e in salita per Parga e ci arriviamo totalmente zuppi di sudore. La città però merita: è davvero bella col suo castello, le casette variopinte e i panorami sulle due baie.

Il resto della giornata la passiamo a Two Roks Bay. In realtà le rocce sono più di due: una sembra uno gnomo, un’altra un elefante, poi c’è l’aquila e la
tartaruga. Sembra che tutti questi animali preistorici di roccia siano vivi e ci guardino mentre nuotiamo nell’acqua celeste.
Anche oggi abbiamo due sacche enormi di ricci da pulire. Io devo dire la verità,  inizio a sentirmi in colpa perché penso che stiamo depredando la natura dei suoi tesori; stiamo esagerando quando passiamo da un posto non rimangono più esemplari. Mi pizzica l’idea di farmi vegetariana.
Ed invece mentre veleggiamo dolcemente verso Lefkas, assisto Stefano nella preparazione del risotto coi ricci: una scoperta non male!
Facciamo una sosta tecnica a Lefkas per fare gasolio (h motore 3879) e  acqua gratis sotto i tombini del lungo mare. la città è curiosa con le sue casette colorate di latta, i vicoli strettissimi e il corso coi suoi locali e negozi.
Comunque dopo cena ci rifugiamo sulla Blue Bone. Di notte scopriamo le chiavi nelle frasi, ma dobbiamo tenerle celate… all’inizio il gioco intriga con il mattino che nasconde il manifesto, poi funziona con l’accento sulla prima di tre sillabe, poi diverte con chi pronuncia la frase tenendo il bicchiere di prosecco in mano e alla fine si fa demenziale con le “gazzette” che volano lungo la foce dell’Acheronte.
Questo è decisamente un equipaggio da rada e da pesce serio. 
Prima accontentiamo il palato con tre orate a Meganisi (Porto Spilia) e poi la voglia di natura selvaggia a Kastos, in una baia che come colori e bellezza se la batte con Calipso. Con la differenza che Calipso il 16 di agosto è strapiena mentre qui ci siamo solo noi.
La vista è su colline verdi e conche di roccia che ospitano piccole spiagge  e proprio con questa vista pranziamo con le linguine di Marco fatte con i pescetti pescati da lui in apnea.
Nutrirsi di quello che la natura ti offre ha in sé qualcosa di primordiale, che mi fa ricredere sull’idea del vegetarianesimo. E poi l’essere tutti impegnati nella preparazione del cibo per ore e ore ti riporta all’idea di far parte del tutto, della natura e del dio spinoziano.
Marco e Fabrizio hanno pescato, Alfredo apre i ricci, Fabrizio li lava e raccoglie l’acqua, io Stefano e Sara togliamo le gonadi  con il cucchiaino riempiendo un barattolo grosso.
Blue Bone si permette anche la figura del lanciatore dei gusci vuoti, nella persona di Gianfranco, Laura alla fine “viene” togliendo le spine, mentre Stefano distrae i torturati con i suoi tuffi buffi.
Si accende una stella enorme che poi si spegne, la notte copre lentamente le montagne rosa, si prepara una notte di milioni di stelle, mentre si fa il fuoco per il barchecue.
Ondeggiamo con Blue Bone e con noi i nostri pensieri sempre più dilatati da accogliere con stupore tutto ciò che accade.
Ormai è notte, le stelle sono infinite, ogni tanto cadono lasciando scie luminose e noi compiamo il passaggio dal paleolitico al neolitico, riparando il braciere con la brace rovente dentro, trattenendolo dal cadere in mare.
Partiamo diretti verso Itaka, ma il maestrale aumenta e si fa così rafficato da scucire un pezzo di balumina  del genoa. Ci fermiamo ad Atoko, l’isola verde con una sola casa bianca e la sua chiesetta.
La roccia è chiara e nasconde grosse pietre di minerale perfettamente sferiche, l’acqua è smeraldo e anche questa baia raggiunge per bellezza calipso.
Ormai lo spicchio calante di luna sorge molto tardi e anche oggi ci perdiamo nell’infinito della nostra galassia accompagnati nel viaggio dai Portis Head di Sara.
Adesso mentre scrivo e aspetto che le verdure si cuociano, l’equipaggio visita Vathi e Alfredo ripara la vela con ago e filo.
Itaka ci regala l’ultimo bagno di questa settimana a Pigadi e poi, con vento in faccia di 30 nodi (frequente  nel canale tra Itaka e Cefalonia) e le onde che ci schizzano facciamo ingresso a Sami.

Mi commuovo molto la sera perché tutti insieme mi regalano una collana bellissima con il simbolo di Blue Bone: la lisca di pesce. Mi mancheranno molto anche loro!

Valentina

mercoledì 3 settembre 2014

5 - 12 Agosto: Sivota Paxos Corfù e la valle degli Hobbit.


5/8 A partire dalle 4:30 arrivano Stefano, con una micro valigia e la tendinite, Sara con le alghe e tutto per il sushi, Federico ed Elena, molto dolci ed eterei.
Dopo la cambusa ci fermiamo nella doppia baia di Sivota. Oggi è tutta nostra e sembra di stare dentro laguna blu. Fa molto caldo e stiamo sempre a mollo.
Annì e Tonio bissano con i ricci e oggi le linguine ricci e avocado sono da leccarsi i baffi!
Ci raggiunge Freddy e scattano vari feeling che si annacquano negli spritz.
6/8 Dopo aver recuperato il sonno perso ci svegliamo mattutini e ci godiamo la spiaggia di Piscina ancora isolata e splendida a quest’ora, in attesa che monti il maestrale per arrivare a Paxos.
Il vento è prima un NW debolissimo, montiamo il gennaker e facciamo solo 2 nodi; mentre stiamo ancora pranzando ci avvisano via VHF che rinforza.
Facciamo appena in tempo a chiudere la grande vela, mettere su randa e genoa che arrivano le prime raffiche e poi voliamo di bolina a 8 N fino alla prima rada dell’isola. Qui scatta la cooperazione per aperitivo speciale e cena.
La Blue Bone offre ai suoi ospiti una montagna di sushi. Il  veneziano di bordo prepara a regola d’arte gli spritz, mentre la Freddie pensa alla cena. Iniziamo a fare i primi brindisi mentre la baia è totalmente rosa di tramonto.
Andiamo avanti fino a notte a raccontare del nostro bimbo sbrizolone, che cercava il millantato pancake smontando tutta la barca, un bimbo speciale che non toccava nemmeno un cellulare o una playstation  … si mangiava anche quelli? Tenerissimo Pietro, ci è rimasto nel cuore, come pure la sua mamma!
Giulia che fa le imitazioni di tutti è spettacolare se fosse…. sarebbe una pentola a pressione, un girasole, un leone e un vestito alla Jessica Rabbit.
7/8 Dopo il bagno e le consuete abitudini...liberiamo Tonio a Porto Gaio, che la mattina è un paese tranquillo e colorato, con le sue casette antiche stile veneziano.
Arriviamo ad Antipaxos lato ovest e facciamo un ormeggio difficilissimo in una baia minuscola: due ancore, tre cime a terra, il tutto a pacchetto con la Freddie. Federico si fa  un mazzo così per portare e legare le cime, a Stefano peggiora la tendinite per via della seconda ancora. Ma quando arriva il momento della cena i due capitani decidono di cambiare baia! Io sono incredula dopo tutta quella fatica! Ma il capitano è il capitano, sa lui cosa è sicuro ed eseguiamo.
Inauguriamo il barbecue da barca (detto da Tonio barchecue) e Alfredo arrostisce ininterrottamente spiedini e costolette d’agnello, mentre dalla Freddie arrivano le salcicce piccanti. Il macellaio ci ha regalato anche la testa dell’agnello per quanta carne abbiamo comprato.
E’ notte ormai quando la Freddie salpa per l’Italia ed io, piccolo Hobbit, devo andare alle cokeria a prua a issare l’ancora. Tutti si sgolano per sapere a quanti metri siamo ma come gli operai resi autistici per il ripetitivo lavoro da catena di montaggio, non sento e non rispondo.
Annì e Tonio anche oggi pescano una "caterva" di ricci, tra cui uno primordiale che sembra il cuore di Gesù … siamo senza ritegno, davanti all’abbondanza non riusciamo a non dare soddisfazione!
Adesso mentre scrivo c’è la siesta nella quarta baia di Paxos. Il professore legge, Stefan, Annì e Sara puliscono i ricci, scambiandosi chiacchiere leggere e la musica è solo il canto delle cicale e lo sciabordio dell’acqua.
 
Dopo una sera passata a Longos, davanti al bar dei concerti di Spiros, ci prendiamo una baietta verde tutta per noi: il bagno fresco e le chiacchiere sulla spiaggia di sassi sono lunghi e sereni.
Tonio e Stefan ci preparano un aperipranzo superlativo e al suono delle cicale scatta un altro pomeriggio di relax, barbe, letture e penniche.
C’è però chi ha una lamentela da fare è Anna Rita che viene sempre “cazziata” dal capitano quando sta al timone dicendo “E mò?… e il vento? … e la barca?!” e Tonio le intima di andare giù a lavare i piatti che è meglio!
Mentre il prediletto del Capitano sia alle vele che al timone è Stefan, che si fa con lui anche un ballo sensuale a Mongonisi, mentre Giulia col suo vestito fucsia balla la lap dance nella rotonda sul mare.
Inizia il lento ritorno e facciamo tappa a Petriti, per un’altra cena di pesce da Stamitis, che non delude mai.
Purtroppo però il capitano quasi si azzoppa cadendo dalla sedia e noi tutti siamo costretti a subire i canti dell’equipaggio di Mariella che arrivano già ubriachi e continuano fino alle 2 con le canzoni di Ambra Angiolini.
Stefano li analizza sociologicamente e noi ci sentiamo quella minoranza che sempre tale rimarrà.

Andando verso Corfù, il mare è bianco e fa un caldo atroce. Decidiamo di spegnere il motore e lasciarci andare alla deriva. Ci tuffiamo nel blu profondo prima e dopo il pranzo, prima e dopo il caffè, ma non basta: arrivati al Mandraki club, nel cuore della fortezza veneziana, siamo ancora bagnati di sudore e nemmeno la doccia fedda del marina è sufficiente. Si ricomincerà a respirare al sesto piano dell’hotel Cavalieri dove brindiamo all’ultima sera e alla luna piena che rischiara il panorama e il porto da dove in questo momento stanno partendo Stefan e Tonio, diretti in Sud Africa.

Valentina

venerdì 29 agosto 2014

29 luglio - 5 agosto: cinque donne per Nicolàs

29/7  h 6,30 si imbarcano Giulia, Anna Rita, Laura e Pietro. h. motore 3.864. La nave di Marilena è in ritardo. L'acqua al porto di Igoumenista è sempre disponibile e gratuita.
Finalmente partiamo e ci ancoriamo nella baia celeste di Plataria. Stiamo a mollo delle ore, nuotando e conoscendoci. Siamo cinque donne indipendenti, libere, belle e post-femministe, tranne me, tutte single.
Pietro, soprannominato sbrizolone, è un bimbo simpaticissimo, Alfredo si adatterà all'equipaggio tutto al femminile al tramonto rosso fuoco annegato negli sprits e nei racconti di Marilena e della via franchigena
30/7 Il cielo inizia a coprirsi: oggi è previsto il temporale; abbiamo chiesto all'esistenza che ce lo mandi di notte mentre dormiamo. Intanto ci godiamo l'acqua smeralda di Sivota, per poi rifuggiarci nella landa degli aironi.
Questa volta ci arriviamo al tramonto, proprio nel momento in cui stormi di gazzelle, aironi cinerini e altri uccelli solcano il cielo. Il posto sembra una laguna vietnamita.
Incontriamo la barca di Nicolàs, navigatore francese solitario, che da quattro anni solca i mari del mediterraneo, conosciuto da Alfredo a Igoumenitsa. L'uomo, bel cinquantenne con addominali scolpiti, ma - fondamentale - non troppo, piace a tutte le donne di Blue Bone e così lo invitiamo a cena.
Scatta una cooperazione per pulire i ricci pescati da Alfredo e Anna Rita, bollire i coccioli e saltare le patelle che si staccano dal guscio e tirare fuori una pasta prelibata con secondo di sushi vegetariano preparato da Giulia.
Sotto un firmamento ricchissimo chiacchieriamo tra noi e con Nicolàs in perfetto esperanto e ridiamo con le lacrime agli occhi, soprattutto quando Giulia lo chiama Nicuula.
C'è anche il momento d'intimità e di magia con i tarocchi, che mi avvisano che avrebbe piovuto. Io li dimentico fuori lo stesso e quando arriva il temporale si bagnano tutte :-(
31/7 le nostre ospiti vanno a fare colazione da Nicolàs e poi scatta l'ora di acqua gym per smaltire l'alcool e il cibo di ieri. (Nicolàs Marlaud: syeniast@icloud.com).
Arrivati a Petriti, il villaggio di pescatori a sud di Corfù, balliamo la Lap dance fischiate e incitate dal traghettino dei turisti. Avevamo già attirato l'attenzione, quando sbarchiamo con il tender da sole sul pontile di un baretto.
E' molto alto e nel salire mi graffio.
Arriva pronto un greco abbronzato e col bandana rosso, che aiuta le altre. Quando è il turno di Giulia, si spiaggia con pancia sul pontile e gambe penzolanti nel vuoto.

Lei è immobilizzata un pò per la scomodità un pò per le risate e il greco ne approfitta cercando di tirarla su dalle tette: plof plof! Stiamo così bene dentro, che prendiamo a ridere anche questa.
La sera ci attende pesce arrosto per le fanciulle e agnello per i maschietti. Mangiamo da dio e tanto a soli 13 euro. E così ci compriamo anche i gamberoni da fare a pranzo in qualche rada cristallina di Paxos.
1/8. Lasciamo Corfù a 7 - 8 nodi di velocità, Blue Bone si piega sotto le raffiche e vola di bolina larga, mentre noi facciamo da contrappeso al sole e con le chiome al vento! Wow!
Dopo un bagno azzurro, troviamo posto a Porto Gaio, dove ci deliziano i gamberoni.
Il tramonto è vicino al nostro pranzo, ma barattiamo la pennica con un passaggio in taxi ad Eremitis. Il baretto si trova immerso nel verde in uno strapiombo sul mare, con vista tramonto. Qui si susseguono brindisi in rima, con sprits, prosecchi e cocktail fino a sera.
2/8. Dopo una bella colazione in un baretto all'ombra di verdi alberi ci raggiungono Tonio e Stefan e a vela raggiungiamo Antipaxos. Nella prima baia c'è risacca e le indicazioni del greco amico di Annì non erano giuste: la boa funge da tutto fuorchè da gavitello e così optiamo per la nostra baia della vecchia (la terza). Io e Annì ci facciamo un culo pazzesco a portare su e giù le cime d'ormeggio, non riusciamo a sentire le indicazioni del capitano, in compenso sentiamo fin troppo bene quelle del pescatore greco che sta proprio lì a riparare il suo motore. Dopo un'ora siamo finalmente pronti per la cena, l'amaca e le stelle.
3/8. Annì e Tonio pescano ricci mentre noi nuotiamo inseguendo e osservando i tanti pesciolini che popolano la baia.
Nel pomeriggio ci arrampichiamo per 100 e più scale e arriviamo ad un panorama mozzafiato sull'acqua azzurrissima di Piscinas.
Oggi è domenica e ci ricordiamo che nella baia di Mongonisi, si va di sirtaki nella rotonda sul mare. Blue Bone con balli sensuali e creativi anima anche gli spiriti mosci dei veneti vicini di barca e conclude lo show con il bagno nudi in mare.
Anche il ritorno a Igoumenista è a vela e qui salutiamo un pezzo di cuore: Marilena, Laura e Pietro.

sabato 23 agosto 2014

22 - 28 luglio. Da Leuca ad Igoumenitsa: si spreca la Natura!

"22/7 h. 8:30 partiamo a motore, dopo circa due ore arriva un maestrale di 10 nodi circa e issiamo le vele. H 16 mancano 5 M per Fano.
23/7. Al mattino ci sveglia il nostro vicino di barca all'ormeggio: l'ancora gli ha spedato e si è disposto suo malgrado all'inglese. Il motivo è presto detto: almeno due temporali sono nelle nostre immediate vicinanze, i groppi sono forti ma non violenti.
L'equipaggio della Blue Bone ne approfitta per fare una passeggiata per i tanti sentieri che attraversano l'isola, senza sole e con tanto fresco.
Io ne approfitto per fare lavorini e lavoretti, tra cui sturare ad uno ad uno tutti i forellini della moka, la disgraziata che faceva i caffè o troppo acquosi o troppo concentrati. Quando torneranno a bordo verificheremo" Alfredo.

"La passeggiata è bella anche se un pò faticosa. Ci inoltriamo attraverso il secondo sentiero dopo il curvone alla fine del villaggio di Amos. Dopo esserci fatti strada tra ebra e rovi dai mille odori, la stradina si inerpica tra boschi di cipressi e felci.
Alla casa di pietra c'è un bivio e noi prendiamo a sinistra. Dopo aver superato due ponticelli sbuchiamo su una strada sterrata, la prendiamo a sinistra per pochi metri e poi ritroviamo di fronte a noi il sentiero. I boschi adesso sono di ulivi terrazzati.
Arriviamo su una strada bianca con una croce, svoltiamo a sinistra e subito dopo ci sono due sentieri; imbocchiamo quello che sale per un altro chilometro. Ormai il cielo si è aperto e il sole ci fa sudare, ma camminare nel bosco pieno di erbe aromatiche e fiori è bellissimo. Intravediamo la chiesetta di Agios Georgeos e qui il sentiero finisce sulla strada. Proseguiamo per 800 metri e arriviamo al villaggio di Xoriò con casine di pietra e calce bianca e le persiane celesti. Qui l'esistenza ci fa due regali: un furgone che ha accompagnato su due signori di Atene che ci può riportare giù al porto ed un'anziana signora vestita di nero che ci regala una bottiglia di acqua fresca e delle caramelle gelatinose.
La vista dalla chiesa è strepitosa: si vedono merlera, matraki, Corfù e la baia di Fiki. Poi prendiamo un altro sentiero che sbuca su un panorama mozzafiato: uno strapiombo di roccia e foresta sul mare turchese in una baia divisa in due da un istmo di sabbia.
Il vento soffia dai quadranti sud e al posto di calipso ci avventuriamo tra le secche di Fiki, la stessa che abbiamo visto dall'alto. Un bagno fresco è quello che ci vuole anche se i graffi fatti dai rovi ci bruciano un pò.
Apriamo le vele verso Merlera, giusto il tempo di un bagno alla traina, ma poi arriviamo sull'isola a motore.
La dolce e morbida Erikousa ci dona, come sempre, un rosso tramonto sulla scogliera piena di timo fiorito e profumato.
24/7. Dopo una lunga nuotata fino alle dune, partiamo verso cassiopi e le sue baie aprendo il grande gennaker. Una veleggiata di cinque ore che ti scioglie qualsiasi pensiero dalla testa, intervallata da bagni alla traina.
la baia bella del faro veneziano ci regala un vassoio di ricci raccolti nell'acqua color smeraldo." Valentina.
"Credo che le parole siano troppo poco per descrivere la maestosità della natura, in questo viaggio mi sono meravigliata di tante cose! Incontrare due stenelle che ti accompagnano per un tratto di viaggio e vogliono giocare in un tramonto rosso fuoco. Mi accontento di questo: panorami mozzafiato a strapiombo sul mare, chiesette ortodosse in calce bianchissima e case dalle finestre colorate." Stefania.
"25/7 la baia smeraldo ci regala un pranzo prelibato: linguine coi ricci e polipo alla pignata appena pescato.
Poverino ci guardava negli occhi e sembrava implorarci di non ucciderlo. Io e Alfredo ci siamo ripromessi che questo è l'ultimo che sacrifichiamo al nostro palato. Sono esseri troppo simpatici ed intelligenti.
Dove porterà questo viaggio? le carte continuano a dirmi che mi cambierà la pelle e farò la muta come un serpente. La natura è potente e quando vivi in connessione con essa ti apre dei ponti verso l'eternità e nulla è più come prima.
26/7 Dopo una pausa cittadina a Corfù con le sue viuzze veneziane sgarruppate, coi panni stesi in ordine decrescente, ci godiamo la tranquillità del porticciolo costruito dentro la fortezza veneziana.
A Ftelias, mentre io e marisa facciamo il giro dell'isola a nuoto varcando il confine albanese, Alfedo e Paolo raccolgono una caterva di ricci e Stefania cozze patelle. E anche oggi ci nutriamo di mare.
Navighiamo, prima con le vele bianche e poi col gennaker fino ad una landa desolata prima di Igoumenitsa. Vi facciamo ingresso tra le colline piene d alberi, mentre aironi, gru e gazzelle volano verso i nidi all'imbrunire. Qui si spreca la natura:si sente una sinfonia di uccelli notturni e sciabordio dell'acqua, mentre un firmamento maestoso ci sovrasta regalandoci di tanto in tanto le sue stelle cadenti.
A Sivota ci facciamo un'ultima lunga nuotata chi meditando chi fotografando chi salendo per errore su'altra barca e poi a vele spiegate arriviamo alla meta dove saluteremo questo equipaggio dolce tranquillo e premuroso.



lunedì 21 luglio 2014

I tarocchi di madre pace per questo lungo viaggio

Dal passato mandano luce splendidi immaginari.

Si farà una scelta GIUSTA....di quelle intonate al destino!

Ci si trasforma intimamente lasciando qualcosa di finito alle spalle e iniziando qualcosa di nuovo, che fa cambiare la pelle, come un serpente.

E chi c'è dietro questa magia? Il cosmo e le sue stelle.

Nel quotidiano ci si dà tutti una mano all'unisono. Ci sarà sempre una STRatEGA di turno e petra petra alza parite.

Ce la godiamo come cavalieri sulle onde del mare.

Risultato: 3 di coppe:  tre danzatori festeggiano Blue Bone (il cavallo bianco) sul mare e il suo variegato equipaggio (l'uccello colorato sul cavallo). Spensieratezza!

Valentina

martedì 15 luglio 2014

Sotto la luna crescente.

Il canale la mattina presto sa essere piatto e rispecchiare il cielo, poi arriva il vento del Nord e con le vele a traverso e il mare ancora calmo ti fa vivere una veleggiata straordinaria.
Ma il vento si nutre di aria e ingrossa il mare e, allora, quell'ultima ora che manca per Othonoi sembra interminabile per chi si confronta per la prima volta con le onde nello stomaco.
Così è andata questa volta.
Per fortuna poi l'isola ti sa coccolare coi suoi profumi, le spiagge azzurrissime e il pesce fresco grigliato da Susanna.
La veleggiata fino a Cassiopi è grandiosa con raffiche di 30 nodi a gran lasco, però c'è da aspettare l'ingresso nel Canale di Corfù per ritornare a rilassarsi.
Appena il vento molla ci rinfreschiamo nel mare di Cassiopi; ci dovevano essere Mauro o Fabrizio a raccogliere tutte le patelle acchiappate agli scogli!
Ci vediamo un pezzo di partita del Brasile insieme a tre generazioni di greci, in un baretto fumoso dove i turisti non entrano nemmeno per comprare le sigarette.
Corfù la troviamo vestita di bianco, come le sue spose e tutti gli invitati.
Ma qualcosa è cambiato anche qui: il ristorante in riva al mare ha chiuso, abbiamo imparato ad orientarci nel centro storico non battuto dai turisti, non abbiamo chiamato Stefanie ma l'abbiamo comunque incontrata per caso :-)
Questo viaggio ci ha regalato nuovi amici: l'equipaggio di Victory, battente bandiera veneziana, tra cui Ennio che ci ha prestato le carte nautiche dell'Egeo e Achille che ci ha raccontato perchè è meglio non svegliare il can che dorme!(unico uomo morsicato da Rocky il mitico cane del porto di Otranto) Noi abbiamo dato loro le indicazioni per arrivare alla locanda della nonnina di Patrasso che offre da mangiare a casa sua cibo casereccio eccezionale.
Altro incontro è stato con Merlino di Steven Renata e il piccolo Federico e i lunghi caffè con loro.
Adesso mentre scrivo vedo vegetazione intricata e acqua cristallina nella rada davanti al porto romano sommerso.
Qui i turisti non entrano, come fosse il baretto nero fumoso e la verde bellezza è disturbata solo da qualche vespa in esplorazione su Blue Bone.
L'amaca arancione ciondola alle mie spalle in attesa che qualcuno degli ospiti voglia sperimentare la sua accoglienza.
nel frattempo Alfredo pesca qualche riccio per l'aperitivo.
Anche a Merlera troviamo qualcosa di nuovo: ad 800 metri dal porto c'è un baretto sulla scogliera di ponente da cui  vediamo un tramonto mozzafiato.
Per arrivarci lungo la strada di cemento bianco Sabrina e Asif  trovano, sotto un cespuglio di rovi, uova di gallina selvatica che ci raccogliamo per una colazione all'inglese.
Il pane ancora caldo sbarca con il piccolo traghetto che ormeggia accanto a Blue Bone.
Incontriamo vecchi amici musicisti, che viaggiano sulla Dance, che dopo cena suonano in una jam session tra pizziche e twist. Sabrina balla come fosse pizzicata.
C'è la luna crescente nel cielo che illumina le nostre cene.
L'ultima è con l'equipaggio di Merlino a Matraki con zuppa di pesce e scorfani cotti al sugo.

Valentina

mercoledì 25 giugno 2014

Vele nel Parco Otranto Leuca Otranto

Ci prepariamo alla regata Otranto Leuca, indossiamo le magliette di Vele nel Parco e usciamo dal porto con un leggero vento di NNW che ci spingerà dolcemente verso Sud direzione Leuca.
Mancano tre minuti alla bandiera di intelligenza, noi siamo prossimi alla linea di partenza e laschiamo le vele per rallentare. A meno un minuto iniziamo a cazzare la randa e poi il genoa. Si parte con la barca a vele bianche ma appena superato il motoscafo del
Comitato di regata, iniziamo la manovra per issare il gennaker.
La terza vela si gonfia e ci affascina e procediamo a cinque nodi.
Blue Bone è la più pesante tra le barche in  regata e non essedoci il rating per compensare le diverse stazze, proviamo la strategia di stringere verso la costa e puntare direttamente Leuca, mentre le altre veleggiano a largo per poi bordeggiare.
Il vento adesso è a traverso e ci consente la manovra.
La costa ci sfila davanti in tutta la sua bellezza: l'azzurrissima baia delle Orte, Punta Palascia con il faro che guarda dal punto più ad Est d'Italia, Torre Sant'Emiliano circondata dalla macchia salentina, Santa Cesarea con le sue grotte e il paesino arroccato di Castro. Dopo Tricase la costa diventa più alta e ci guarda con i suoi massi bianchi come giganti preistorici e le casette di pietra mimetizzate.
Purtroppo però arriva lo scirocco, inaspettato ed imprevisto e ci troviamo a bolinare con il gennaker pericolosamente
sotto costa.
La nostra strategia non è più vincente e allora decidiamo di puntare la grotta vicino al Ciolo e farci il bagno lì.
La sera c'è la festa nel canalone di Smarè sotto la pineta. La frittura che ci offrono è spettacolare, degna dei festeggiamenti della Madonna di Leuca.
Noi brindiamo e ci divertiamo con gli altri equipaggi e con le amiche Ada e Rosanna  che sono venute da Lecce fino a tardi.
La mattina dopo partiamo con calma, il vento  è contrario e  usiamo il motore, ci fermiamo a porto Miggiano, dai colori incredibili e lì pranziamo e facciamo bagni stupendi e rigeneranti.
Il ritorno in porto è col tramonto e il mare dorato....l'orizzonte è dolce e noi un pò tristi salutiamo Blue  Bone che va a dormire alla fonda con Alfredo.

Valentina