Guardatelo è molto bello!
reagata Gallipoli Saseno
Alcune foto dell'arrivo a Saseno, del porto di Vaona, degli equipaggi e della visita all'orfanotrofio di Valona.

L'alba al porto nuovo è un occhio rosso che s'apre al nuovo giorno disegnando un passaggio dorato tra le terribili secche. Tuttavia solo affrontando gli scogli affioranti , si possono scoprire baie poco battute come il diaplo. Qui il fondale ospita pesci variopinti, due tonnetti nuotano sotto la chiglia, mentre noi raccogliamo ricci e patelle. Poi Eolo fa l'occhiolino e con il gennaker gonfio come la vela di un kite ce ne andiamo dolcemente fino al faro veneziano.
Qui la cena è di mare, col pescato di oggi, sotto le stelle, fino a che un'enorme luna rossa si leva dalle montagne albanesi, come la loro possente aquila.
Il risveglio oggi è in acque verdi piene di occhiate, saraghi e cerniotti, troppo furbi per finire sulla nostra griglia. Marilena si arrampica in cima all'albero, mentre Mauro e Sergio si procurano da mangiare. Un polpo ci regala un aperitivo e delle ottime linguine.
La città dei quaranta santi non è affatto male. Tutto costa 8 euro: cena completa di carne o di pesce 8,00 euro, una collana 8 euro, tre casse d'acqua 8 euro, 4 lattine di birra dozzinale 8,00 euro!!!
La nostra guida ci dice che l'8 - il simbolo dell'infinito - è ripetuto più volte nei bellissimi mosaici bizantini del battistero di Butrinto. La città del toro ferito. Questo perchè gli Achéi, di ritorno da Troia, entrarono con le loro navi attraverso il profondo canale e vedendo questa splendida penisola nel lago salmastro, vollero sacrificare un bue agli dei, prima di fondare una nuova città.
Le mura dell'acropoli, in alto, sono costruite con i massi lasciati dalle tribù delle colline di fronte. Le fecero esagonali per resistere meglio ai sismi e sulla porta centrale scolpirono il simbolo del toro e del leone a simboleggiare la forza della città (il leone) e la fine di chi tenta di espugnarla (il toro sacrificato).
Il verde e il blu fanno da sfondo alle pietre antiche e spennellano con tonalità molto più forti, violente, shoccanti il nostro tuffo nelle sorgenti ghiacciate dell'Occhio Blu.
Qui l'acqua pura sgorga dalla terra da venticinque sorgenti per formare un fiume cristallino, sopra il quale - su una palafitta - ci sgranocchiamo un capretto arrostito come solo gli albanesi lo sanno fare!
La terra coi suoi pensieri, la WI-FI e i microfoni verdi è una ragnatela che t'intrappola, ma alla fine ce la fai, spezzi quei fili, molli gli ormeggi e apri le vele.
Ma la terra non vuole lasciarti andare.....non sai perché ma devi lottare per guadagnarti quella veleggiata col vento in poppa, quel bagno nell'acqua verde, quel cavalcare le onde che stavi sognando.
Una botta, forse è uno scoglio, la pelle si accappona, i pori si stringono fino a farti male; pensi ad una falla nella tua barca. Un papuzzi piange: la sua misera barchetta di legno insesorabilmente legata alla tua; il pescatore corre con te a vele spiegate. Si duole, piange ancora, forse vuole partire con te, si domanda la tua parte innocente.
NO. Lui è della terra. Tu sei del mare. Due destini ingiustamente legati, intrecciati dalla cime dell'ancora.
E' un'ingistizia, ma alla fine paghi, la compri la tua libertà. E' stata comunque una bella giornata......soprattutto una lunga giornata!
E alla via così, vento forte in fil di ruota, attento alla stramba e ai cavalloni, che scuotono la tua vela per tre ore di voli, fino al fetch di acqua chiara lì dove giganti di roccia ti scrutano dietro proboscidi, ali spiegate e ventagli da strega.




marinai temporeggi nella terra di confine, aspettando il momento giusto per traversare. Ti accolgono montagne bianche franate in acque straordinariamente azzurre, che vorresti bere per portarle via con te, piene di tutto il tuo peregrinare per mari.
Questo sconosciuto scoglio di macchia è prodigo di ricci e roboante di cicale.
E ne trovi venti da Sud carichi di nubi e saette verticali. la Dea bendata, però, riserva per te il sole e altre rade selvagge con guardiani cornuti dagli occhi gialli...e ricci, ricci e ancora ricci sempre più facili da raccogliere sempre più pieni di arancione.
E così scopri il mezedes sotto il pioppo e il pesce sul balcone nel mare, balli smelensa musica greca durante la Panagia insieme a greci ubriachi di whisky e donne acconciate di biondo platino.
Come il Gigante degli abissi anche tu scompari nelle acque calde e scure.
Poi un piccolo approdo, il suono della tromba ed una Donna Farfalla che volteggia sospesa, su vele acrobatiche, all'albero della sua Nave.
Di bolina è passato questo tempo.